Nero d'Avola
 

 

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La Cucina Italiana

Marina allo stand di La Cucina Italiana durante la fiera Kokkerello nel 2005 a Gand, in Belgio

All'inizio del 2003 ho incontrato il primo editore olandese della storica rivista La Cucina Italiana.

Un'emittente televisiva olandese gli aveva chiesto di partecipare ad uno show dove avevano bisogno di qualcuno che fosse in grado di fare la pasta a mano e al contempo spiegare i perché e percome. E lui ha proposto me.

 

Devo dire che è stata un'esperienza fantastica e che mi sono sentita totalmente a mio agio mentre la telecamera registrava, la presentatrice mi faceva domande ed io intanto impastavo un paio d'uova con la farina.

 

Con questo editore ho iniziato una collaborazione. All'inizio controllavo la traduzione delle ricette dall'italiano all'olandese, in seguito i miei compiti sono sempre più aumentati.

 

A metà del 2004 mi chiese di diventare il caporedattore della rivista. Un'offerta che non ho rifiutato, ma mi son voluta preparare bene per

la mia nuova avventura culinaria.

 

Per questo me ne sono andata 6 mesi a Roma a fare un master in comunicazione e giornalismo enogastromico presso il Gambero Rosso.

 

Al Gambero mi hanno invitato a restare, ma Amsterdam mi richiamava con voce di sirena.

Nell'aprile 2005 sono ritornata per assumere i miei compiti come caporedattore de La Cucina Italiana.

Le copertine dei primi numeri dell'edizione olandese de La Cucina Italiana

Nei due anni seguenti ho lavorato con molto piacere per questa rivista, scrivendo anche molti articoli.

 

Alcuni temi e personaggi di cui ho scritto sono:

  • Limoncello
  • Carlo Petrini
  • Alberto Alessi
  • Andrea Illy
  • Giorgio Locatelli
  • Piemonte
  • Varese
  • Roma